Alex Cora non è più il manager dei Red Sox

I Red Sox scaricano Alex Cora

BASEBALL

Alex Cora non è più il manager dei Boston Red Sox. Il suo licenziamento, o separazione consensuale come recita il comunicato del club, è dovuto alle responsabilità di Cora, accertate dalla Major League Baseball (MLB), nell’uso fraudolento della tecnologia da parte degli Houston Astros durante la stagione 2017.

Non posso accodarmi alle urla di rammarico per l’interruzione traumatica del rapporto tra Alex Cora e i Boston Red Sox. A me Cora come manager non ha mai convinto.
Mi rendo conto che la mia dichiarazione può sembrare una boutade. Nel suo primo anno da manager (2018) ha vinto le World Series. Ma dicono tutti che il suo principale pregio è la capacità di comunicare con gli atleti. E ovviamente, non essendo in campo con i Red Sox, io questo non lo posso vedere.
I difetti che ha StraCora invece si notano anche a distanza. Fa parte di quella generazione di manager paraculi (sia inteso con affetto…) che basano le decisioni sull’analisi dei dati. Quindi, di fatto, non si ritengono responsabili degli errori che fanno. Cora di errori ne ha fatti in quantità industriale, nella stagione 2019. Ha impostato la preparazione dei lanciatori per avere tutti in forma a settembre e tutelare i suoi partenti. Scelta che ha non solo portato la squadra a uscire dalla lotta per i primi posti direttamente in aprile, ha anche prodotto gli infortuni di Sale, Eovaldi e Price. Ovvero di un 75 milioni di dollari di stipendio.
Cora ha anche pensato di avere un bullpen fortissimo, quindi non ha chiesto di sostituire Craig Kimbrel e Joe Kelly, in scadenza di contratto. Sapete tutti come è andata.

La separazione da Cora non è dovuta però alle sue scelte tecniche. Bensì al comportamento che ha tenuto nella stagione 2017, quando era il bench coach degli Astros di Houston.

Nel novembre scorso Mike Fiers, ex lanciatore degli Astros al momento agli Oakland A’s, ha dichiarato in una intervista a The Athletic che nella stagione 2017 gli Astros hanno sfruttato in modo illecito la tecnologia.

Il Commissioner Bud Selig ha affidato a Brian Seeley e Moira Weinberg del Department of Investigation (DOI) della MLB un’inchiesta. I risultati (una decina di pagine di rapporto) sono stati pubblicati lunedì 13 gennaio.

Un totale di 68 testimoni, di cui 23 giocatori o ex giocatori degli Astros, hanno confermato che nella stagione 2017 Houston ha iniziato a usare le immagini delle telecamera posta dietro l’esterno centro per decodificare i segnali degli avversari.

Alex Cora appare come il vero regista dell’operazione. Era lui a essere in contatto con la sala replay per avere le informazioni ed è stato lui ad avallare la richiesta dei giocatori, e di Carlos Beltran in particolare, per avere un monitor nei pressi del dugout (la panchina, per chi non è avvezzo al gergo del baseball) in modo da far arrivare le informazioni sui segnali direttamente ai giocatori in campo.
Il report MLB dice senza mezze misure: “Il fatto che fosse coinvolto Cora approvava implicitamente la condotta dei giocatori”.

Cora non ha giustificazioni. E i Red Sox non potevano certo far finta di nulla. Oltretutto, sul club pende un’altra indagine da quando The Athletic ha pubblicato le testimonianza di 3 membri dei Red Sox 2018 sull’uso fraudolento delle immagini per decodificare i segnali degli avversari.
Occorre inoltre non dimenticare che i Red Sox e gli Yankees erano stati ammoniti per l’uso di mezzi fraudolenti (smart watch e il telefono dedicato a comunicare con la sala replay) per decodificare i segnali degli avversari nella stagione 2017. Proprio quelle infrazioni hanno portato la MLB a prendere tutta una serie di provvedimenti, fino ad arrivare a presidiare le sale replay dall’inizio del campionato 2019.

Sia gli Astros 2017 che i Red Sox 2018 hanno vinto le World Series. Ma lo stesso report della MLB dice che è impossibile verificare se i comportamenti fraudolenti hanno dato veri vantaggi a queste squadre. Dalle carte, si direbbe di no. I 23 giocatori sentiti hanno dichiarato che il monitor nei pressi del dugout era più una distrazione che un vantaggio.

Quel che è chiaro è che la MLB ha una linea intransigente. AJ Hinch (manager) e Jeff Luhnov (general manager) degli Astros sono stati squalificati per quella che la giustizia sportiva italiana chiamerebbe responsabilità oggettiva. La differenza, rispetto all’applicazione della giustizia sportiva in Italia, è che essere squalificati dalla MLB significa non poter accedere a nessuno stadio MLB per il periodo della squalifica, che nel caso di Hinch e Luhnov riguarda tutta la stagione 2020.

Il proprietario degli Astros Jim Crane non ha comunque perso tempo e ha licenziato in tronco sia Hinch che Luhnov. Entrambi si dichiarano innocenti, ma i loro argomenti non reggono. I giocatori hanno detto che si sarebbero immediatamente fermati, se Hinch lo avesse ordinato. E il DOI MLB ha preso visione di e-mail inviate a Luhnov per informarlo della pratica.

Non ha perso tempo nemmeno il Boston Globe, che è di proprietà di John Henry, il principale azionista dei Red Sox. Il giorno stesso in cui è stato pubblicato il report MLB, l’editorialista veterano Dan Shaughnessy ha scritto senza mezzi termini: “Il tempo di Alex Cora come manager dei Red Sox deve finire qui”.

L’ex stella del monte di lancio degli Houston Astros Roy Oswalt ha invece twittato contro corrente: “Squalifichiamo chi ruba i segnali e paghiamo milioni a chi ha ammesso ai aver preso steroidi”.
In un secondo tweet Oswalt ha meglio puntualizzato il suo pensiero.

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4 thoughts on “I Red Sox scaricano Alex Cora

  1. Cora ha scelto di non sostituire Kimbrel e Kelly. Che avrei lasciato partire anch’io, ma prendendo altri 2. Sulla preparazione voglio dire: abbiamo giocato il primo mese con i lanciatori non pronti per risparmiarli e il risultato è che si sono fatti male tutti.
    Io poi, in generale, non apprezzo troppo i cosiddetti “players managers”. E credo anche che l’attuale peso che viene dato all’analisi dei dati sia eccessivo. Opinioni

  2. Caro Riccardo, che non ti piaccia (o sia piaciuto) Cora è chiaro, ma dire che lui pensava di avere un forte bullpen nel ’19 … mi sembra inverosimile. E non vedo come “temporizzare” la forma migliore dei partenti per settembre possa causare infortuni (che pure si sono verificati) …. Per parte mia ho apprezzato Cora per le sue scelte, a partire dall’improvviso benservito all’indolente Han Ram, l’acquisizione di JDM, Nunez, Kinsler, il “dosaggio” di Brock Holt e soprattutto la gestione del reparto lanci nella post-season, ha compiuto un capolavoro! E considero che anche nel ’19 sia riuscito a tener unita la Squadra e risalire da aprile a lottare per la WC … almeno fino a meta agosto … con quel carico di cessioni e infortuni non è paco

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