Legge elettorale: non se ne sente una giusta!

SCHIROPENSIERO

Beppe Grillo straparla.
Nella sua polemica sulla Legge Elettorale mi confonde il Consiglio d’Europa (organizzazione il cui scopo è promuovere la democrazia) con il Consiglio dell’Unione Europea (il Consiglio dei Ministri Europei; con il Parlamento Europeo, detiene il potere legislativo nell’ambito dell’Unione Europea).
Si tratta di informazioni facili da reperire, specie per uno come lui che pensa tutto il bene possibile del web. Io personalmente, per ricavare i link, ho semplicemente digitato su Google Consiglio d’Europa e Consiglio dell’Unione Europea.

Beppe Grillo

Ma anche se Beppe Grillo è clamorosamente impreparato, per il ruolo di leader che si sta ritagliando, non ha in linea di massima torto: il varo della nuova Legge Elettorale è uno spettacolo inaccettabile.
In primo luogo perchè alla Legge in questione avrebbe dovuto pensare Romano Prodi, una volta eletto nel 2006, anzichè provare a governare in condizioni improbe. Facciamo una legge da paese serio e poi torniamo alle urne, poteva essere lo slogan.
Poi va detto che il balletto è decisamente stucchevole. Sono almeno 3 lustri che sento sparare e caso “doppio turno alla francese”, “semipresidenzialismo”, “proporzionale con sbarramento”. Salvo poi trovare che nelle leggi che andiamo a votare c’è un po’ dell’uno e un po’ dell’altro. E che, più che altro, in Parlamento ci sono sempre le stesse facce.

I problemi in Italia sono 2.
Il primo, e più serio, è che la Costituzione viene ignorata. Già da quando si parla di “eleggere il Governo”. Che, secondo la nostra Costituzione, non si elegge. Infatti, il popolo (secondo la Costituzione) elegge il Parlamento, il quale Parlamento elegge il Presidente della Repubblica. E’ il Presidente della Repubblica che nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri (che la Carta non chiarisce se è un Primo Ministro o un Primus inter Pares) e quest’ultimo propone i Ministri al Presidente della Repubblica, che nomina anche questi.
E’ ovvio che il Presidente della Repubblica, in presenza di una coalizione vincente che ha indicato fin da subito Pinco Pallino come suo candidato Premier, si troverebbe nella condizione di nominare quest’ultimo come Presidente del Consiglio. Ma questo è in fondo un dettaglio.
Il secondo problema, che è quasi altrettanto serio, è che non si vuole lasciar decidere ai cittadini. Perchè se così fosse, non ci si sarebbe scordati dell’evidente desiderio (espresso a larghissima maggioranza, dopo Tangentopoli, in un referendum) di andare verso una legge maggioritaria.

Quel che il Parlamento deve fare è permettere agli Italiani di eleggere i Parlamentari e di esprimere una indicazione chiara su chi vogliono che li governi. Penso che una legge a doppio turno, con ballottaggio tra i primi (coalizioni o partiti) 2 ed eventuale apparentamento al secondo turno abbia dimostrato di funzionare bene con l’elezione dei Sindaci. Ma se non la si vuol fare (anche perchè, con una legge del genere, si profilerebbe di fatto l’elezione diretta del Presidente del Consiglio; nota: quando scrivevo, non sapevo che la Corte Costituzionale avrebbe bocciato l’Italicum, ma si capisce che il dubbio almeno io me lo ponevo…), basta ipotizzare una legge che garantisca la governabilità con un premio di maggioranza che tenga conto della storia d’Italia. Il 42.5% (irritante anche come numero in sè: cosa vuol dire, 42.5? Perchè non 41.7?) è un traguardo assolutamente fuori dalla logica per qualsiasi partito o coalizione, nell’anno di grazia 2012.
Fra l’altro, se la gente non avrà la sensazione chiara di poter decidere, finirà con il disertare le urne. Questa  sarebbe la vera sconfitta di tutti.

In questa delicatissima fase della nostra storia nazionale sarebbe anche importante che gli organi di informazione facessero bene il loro mestiere.
Massimo Giannini chiude, sul sito di Repubblica, un suo editoriale video dicendo che di legge truffa in Italia ne abbiamo già avuta una.
Giannini si riferisce alla Legge Scelba del 1953, approvata a tempo di record prima delle elezioni della Pasqua di quell’anno. La Legge (voluta da Alcide De Gasperi) avrebbe garantito il 65% dei seggi alla coalizione che avesse raggiunto la maggioranza assoluta (il 50% + 1) dei voti.
Come si può notare, quella legge truffa non c’entra nulla con quella che si profila oggi, perchè il premio di maggioranza sarebbe scattato con una percentuale di consensi molto più alta del 42.5% di cui parlavamo. E oggi, se si grida alla legge truffa, è perchè la percentuale la si vorrebbe abbassare; anzi, si vorrebbe (Pierluigi Bersani) un premietto (10%?) per il primo partito.

Mario Scelba © Silvio Durante / LAPRESSE

Per la cronaca, nel 1953 la coalizione formata da DC, PSDI, PLI, PRI e Suedtiroler Volkspartei (un pentapartito ante litteram) ottenne il 49.8%  e non riusci quindi a godere del premio di maggioranza. La legge truffa fu pagata a caro prezzo dalla DC (che perse oltre l’8% dei voti) e fece aumentare i consensi dell’opposizione di sinistra (PCI e PSI) e di destra (Partito Nazionale Monarchico e Movimento Sociale Italiano).
Il 31 luglio 1954 la legge fu abrogata e si tornò alla legge proporzionale con cui si svolsero le prime elezioni repubblicane del 1946.

Se la Legge Scelba fosse veramente una legge truffa, se lo chiese per la prima volta Giulio Andreotti in un libro edito da Rizzoli nel 2007.

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2 thoughts on “Legge elettorale: non se ne sente una giusta!

  1. e comunque a volte grillo si straparla……ma sta avanti anni luce rispetto alla massa di approffittatori nullafacenti che abbiamo da decenni al governo.
    Alcuni di questi “approfittatori nullafacenti” nel 1992 erano come Grillo oggi

  2. ric e che dire di noi sfigati italiani residenti all estero e regolarmente iscritti all aire ai quali e’ tolto il diritto al voto? e quella schifezza fatta da tremaglia pace all anima sua che sfido chiunque a dimostrare il contrario serve solo a avere altre persone che magna magna e nn e’ di alcuna utilita’? ma ci vogliamo pensare?
    Che io sappia, gli Italiani all’estero votano eccome
    http://www1.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/temi/elezioni/sottotema006.html

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