Ero partito per parlare del Canada, ma mi butto sulla nostra nazionale

Mondiale Under 18 2017

Il navigatore veneziano Giovanni Caboto (qui è conosciuto come John Cabot) fu il primo (1497) ad arrivare sulla costa atlantica del Canada dopo i Vichinghi, che ci arrivarono attorno all’anno 1000. Caboto navigava per conto di Enrico VII, Re d’Inghilterra.
La prima Colonia francese risale al 1535.
Gli Inglesi stabilirono la loro prima Colonia con Humphrey Gilbert, per conto di Elisabetta Prima, nel 1583. Entro il 1610 le Colonie Inglesi arrivarono a essere 13.
Dopo la Guerra dei Sette Anni (coinvolse Inghilterra, Francia, Prussia, Austria, Russia e Spagna; secondo Winston Churchill fu la prima vera guerra mondiale, visto che si combattè anche nei possedimenti coloniali) nel 1763 inizia a nascere il Canada moderno, con l’annesione all’Inghilterra di buona parte dei territori originariamente francesi. Nel 1791 viene garantita l’autonomia del Lower Canada francofono, che diventerà il Quebec.
Dopo la guerra tra Stati Uniti e Inghilterra (1812-1815) le Colonie inglesi che saranno il Canada assumono la loro definitiva struttura. Poi nel 1867 le colonie di Canada, New Brunswick e Nova Scotia si uniscono, formando una Federazione semi autonoma.
Nel 1931 la Carta di Westminster attribuisce indipendenza quasi totale al Canada. Fino al 1982 il Parlamento del Regno Unito mantiene comunque il diritto a modificare la Costituzione.
Oggi il Canada è una Monarchia Costituzionale (la Regina Elisabetta II resta il Capo dello Stato) e una Democrazia Parlamentare Federale.

Ieri in Canada era il Labour Day. Leggo che “originariamente serviva alle campagne per migliorare le condizioni dei lavoratori, oggi è l’ultima occasione per un viaggio con tutta la famiglia prima che riapra la scuola”. Mi ero quindi preparato a parlare del Canada.
Per il momento, mi limiterò alle note storiche (ridotte all’essenziale) che trovate nel corsivo d’introduzione. Anche perché di questa parte del Canada so onestamente pochissimo. Per la prima volta oggi (sono qui dal 31 agosto…) sono stato sguinzagliato alla guida di un’auto per spostarmi da uno stadio all’altro. Questo mi ha permesso di fermarmi a osservare alcuni cervi che brucavano tranquilli ai limiti dell’autostrada. Non è ancora l’orso, ma ci sto lavorando.
Un’altra nota: non ho depositato la mia patente all’ufficio del Comitato Organizzatore. Quindi, sono (almeno in teoria) passibile di contravvenzione.

Ieri ero a Port Arthur per la partita tra Italia e Canada e per un po’ ci avevo creduto, alla possibilità di vincere. Non sarebbe servito a qualificarsi perché, anche battendo oggi la Corea (abbiamo resistito per 5 inning, pareggiato su un homer di Seminati, poi la Corea ha vinto 10-1, n.d.a.), rimaneva la sconfitta nello scontro diretto con Taiwan, a pregiudicare il passaggio al super round. Però si sarebbe eliminato il Canada e iniziato il girone di consolazione con un record di 2-0, con la possibilità di arrivare settimi (ce la saremmo giocata con l’Olanda), risultato certo non usuale per le nostre nazionali Under 18.

Questo dice che i nostri azzurrini si stanno facendo prendere sul serio. A parte la partita con l’Australia, l’Italia è stata fin qui competitiva. Adesso un’avvertenza: chi non è interessato a discutere sul serio o gli zombie che tanto dal 27 novembre è tutta un’altra storia, possono concludere che è stata una grande nazionale e peccato che siamo stati sfortunati con il Canada. Chi invece è interessato a confrontarsi sul serio, può continuare a leggere.

Nell’articolo che ho recuperato dal Mondiale 2008, e che apre questa serie, scrivevo che la nazionale allora aveva mostrato uno staff di lanciatori in grado di tenerla in partita, ma non si era rivelata in grado di segnare punti. Questa nazionale, che pure di punti non ne sta segnando tantissimi, sta però mostrando qualche battitore di livello: mi hanno ben impressionato Angioi, Bertossi, Paolini, Seminati e Flisi. Questo senza guardare le statistiche, ma semplicemente esprimendo un giudizio qualitativo su come li ho visti girare la mazza. In difesa l’Italia ha mostrato una eccellente combinazione al centro del diamante (Paolini in seconda e Angioi interbase) e buone gambe in campo esterno con Flisi.

Proprio Flisi contro il Canada è stato al centro di un episodio controverso. All’ottavo inning ha avuto la possibilità di stroncare la rimonta del Canada su una lunga volata di Willow, il Capitano dei nord americani. La palla è caduta. Peccato, perché Flisi mi aveva dato l’impressione di esserci arrivato. L’ipotesi è che abbia perso la palla nei fari. Ma in ogni caso, sulla palla era arrivato dopo una corsa di almeno 20 metri. Ripeto: peccato, ma ci può stare.

Ci può stare meno che Willow abbia battuto a 110 metri il terzo lancio di Tucci quando si trovava sotto di 2 strike. Non ci può stare (se si vuol competere a questi livelli) il fatto che i lanciatori azzurri vadano in doppia cifra con le basi ball. Purtroppo l’Italia ha uno staff abbastanza mediocre. Questo è un dato di fatto. Ma al di una riflessione da farsi su come in Italia si lavora per costruire lanciatori (una riflessione che avremmo dovuto iniziare nel 1982, ma tant’è…), e che include l’Accademia, anche questo non è qualcosa su cui si possa intervenire in men che non si dica.

Quel che veramente non va, è vedere un lanciatore raccogliere una battuta con corridori in prima e seconda e nessun eliminato e non sapere cosa fare. Tucci al quinto stava per cercare l’out in prima. Vuol dire che non era pronto. E com’è possibile che non fosse pronto, con la sua squadra in vantaggio 3-1 e 2 corridori messi in base perché colpiti? Un comebacker è il massimo che potesse augurarsi, in quella situazione.
Non va nemmeno che al nono, con il punto del primo vantaggio canadese che correva verso casa, Daddi ci abbia pensato su, prima di tirare a casa. Anche lui non era pronto. E, anche in questo caso, perché non era pronto, sul 5-5 al nono di una partita di un Mondiale giocata davanti a 3.500 persone e contro la squadra di casa?

La risposta è semplice, anche se descrive una mezza tragedia sportiva: questi ragazzi non arrivano pronti per confrontarsi con questo livello. Il Canada prima di affrontare il Mondiale ha giocato una serie di 8 partite con l’Australia, tanto per dire (e anche un po’ per banalizzare: non è che organizzare qualche amichevole prima del Mondiale risolverebbe il problema).

Mi rendo conto: avevo scritto le stesse cose nel 2008, 4 edizioni fa del Mondiale. Nessuno mi ha ascoltato allora, nessuno mi ascolterà oggi. Ma bisogna essere chiari: io sarò anche eretico, ma così come stiamo lavorando, non faremo mai fare al baseball italiano il salto di qualità.

Al Mondiale Under 18 l’Olanda contenderà all’Italia il settimo posto (James Mirabelli-WBSC)
Share Button
Ero partito per parlare del Canada, ma mi butto sulla nostra nazionale ultima modifica: 2017-09-05T22:54:27+00:00 da Riccardo Schiroli

6 thoughts on “Ero partito per parlare del Canada, ma mi butto sulla nostra nazionale

  1. Non proprio. Idee che godono ancora di credito anche se è dimostrato che non funzionano. Tipo: “bisogna allargare il campionato per coinvolgere più piazze”

  2. I soldi, le modalità di selezione: tutto vero. Il problema emerso con il Canada è che abbiamo perso perché su una battuta verso il lanciatore, con prima e seconda occupate e zero out, il lanciatore non sapeva cosa fare. E che su una volata all’esterno, con il punto del vantaggio avversario in terza al nono, il nostro esterno non era pronto al tiro. Queste sono cose che non si tollerano neanche nelle partite di softball amatoriale. Partiamo da qui, chiediamoci perché succedono e cosa si può fare

  3. credo abbia ragione, in Italia si gioca troppo poco , e il livello non è nemmeno paragonabile con quello degli altri paesi. Servono tournè dove il baseball si gioca per davvero ma non di una settimana bensì di mesi! Ovvio che qui entra in gioco il problema economico ,non di poco conto direi.Dove reperire soldi da destinare ai ragazzi per delle trasferte dove non vi è niente in palio, e dove non ci può essere ritorno economico per eventuali sponsor che decidano di credere nel prodotto? Mancano idee è vero , ma credo che quello che manca di più siano i soldi.

  4. mi scusi, ma chi sono gli zombie ai quali fa riferimento nei suoi interventi? E’ già la seconda volta che mi capita di leggere questo termine ma il tutto mi genera solo confusione mentale perchè anche pensando a qualche serie televisiva sul tema non riesco a trovare alcun nesso logico. Proprio non capisco. Mi perdoni ma è così…

Comments are closed.