Edo Ronchi e Federico Pizzarotti

Parma può diventare Capitale Verde d’Europa 2022?

POLITICA, SCHIROPENSIERO

Edoardo, detto Edo, Ronchi oggi è un po’ diverso dal trentenne con barba incolta che nel 1983 venne eletto Deputato per Democrazia Proletaria. E anche dal brillante quarantenne che fu Ministro per l’Ambiente dei Governi Prodi e D’Alema. Parlo dell’aspetto. Oggi, se non avessi saputo che era lui, non lo avrei riconosciuto. E magari, lui avrebbe potuto dire lo stesso di me.

Edo Ronchi, classe 1950, è dal 2008 il Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. Leggo sul sito ufficiale che la Fondazione si auto definisce “autorevole punto di riferimento per i principali settori e protagonisti dell’economia di uno sviluppo sostenibile”.

Dire “sviluppo sostenibile” per i politici di sinistra equivale un po’ a quel “liberaldemocratico” che infilavano in ogni discorso dopo la caduta del Muro di Berlino. Si tratta di una espressione che fa la sua impressione. A patto di intenderci su cosa vuol dire.

Secondo la Commissione Europea, “sviluppo sostenibile” significa fare uno sforzo per migliorare l’ambiente, l’economia e la qualità della vita nelle città. L’enfasi sulla vita in città non è casuale: oggi 2 Europei su 3 vivono in centri urbani.

La Commissione Europea elargisce un premio alla città che ha le caratteristiche per essere nominata European Green Capital (EGCA), Capitale Verde Europea. L’ultima Capitale Verde è Lahti in Finlandia. L’anno di Regno sarà il 2021 e questo coinciderà con un finanziamento da 350.000 euro da parte della Commissione Europea.
Lahti ha poco più di 100.000 abitanti. Nel passato sono state Capitali Verdi città importanti come Stoccolma, Amburgo, Copenhagen, Oslo e Lisbona.

Parma, la città dove sono nato e vivo, ambisce a essere la EGCA del 2022 e oggi ha presentato alla città il progetto che arriverà alla Commissione il 14 ottobre. Nell’aprile del 2020 la UE annuncerà le città finaliste e nel giugno dello stesso anno verrà annunciata a Lisbona la vincitrice.

Sapevo della candidatura di Parma, ma sinceramente pensavo si trattasse della classica sparata grossa alla parmigiana (non a caso, nella vicina Reggio Emilia ci chiamano bagoloni, ovvero chi racconta balle). Così mi sono detto che era il caso di andare a sentire di persona di cosa si trattava. E qui torniamo a Edo Ronchi.

L’ex Ministro ha illustrato il progetto a una sala che mi aspettavo sinceramente più affollata. E qui arriva il nodo centrale della questione. Come ha detto il Sindaco Federico Pizzarotti “ognuno di noi può portare avanti questo dossier”. La mia domanda è: i parmigiani, sono pronti?

Prima di pensare ai grandi sistemi e a che significato dare al termine “sostenibile”, i parmigiani devono decidere se fare quel piccolo sacrificio. Non iniziamo dalle cose grosse, tipo uscire da casa la mattina evitando di usare 3 auto per 3 persone. Iniziamo dalle cose piccole: non buttare le cicche di sigarette per strada, raccogliere le diezioni del cane (che pur materiale organico, fanno ben schifo…), differenziare i rifiuti seguendo le istruzioni di chi effettua la raccolta, portare i rifiuti ingombranti in disarica (o farseli venire a ritirare, che è anche più semplice), utilizzare le Eco Station, riportarsi a casa gli avanzi del picnic.

I parametri su cui il titolo di Capitale Verde verrà assegnato sono l’adattamento e l’aggressione al cambiamento climatico, una mobilità urbana sostenibile, un uso sostenibile del territorio (vedete quanto ricorre questo sostenibile?), la cura della natura e della biodiversità, la qualità dell’aria, il livello di rumore, la gestione dei rifiuti, il consumo di acqua, la eco innovazione, le prestazioni energetiche e la governance.
Appare evidente che noi come cittadini non possiamo influire su buona parte di questi parametri. Come dice l’Assessore all’Ambiente Tiziana Benassi, noi dovremo fungere da “sentinelle”.

Nel mio piccolo, io provo a fare il mio.
Edo Ronchi ci ha spiegato che Parma fa già tante cose bene. Ad esempio, il 91% della popolazione vive a 300 metri da una fermata dell’autobus. Le aree verdi sono in aumento e, entro il 2025, verrà istituito il Parco Fluviale del Torrente Parma (a noi piace dire “della Parma”…). A Parma esiste un tavolo sull’Economia Circolare e i dati sul riciclo dei rifiuti sono eccellenti. Parma ha scelto di dire sì all’azzeramento di emissioni di anidride carbonica entro il 2050 ed è attiva nelle reti di innovazione europea. L’Amministrazione ha anche siglato un protocollo per il futuro Smart. L’Università di Parma è capofila per un progetto italo-svedese per la gestione e il controllo intelligente di reti di teleriscaldamento.

Ronchi ci ha anche detto che ci sono cose che vanno meno bene. Il 58% dei trasporti individuali avviene in auto. Il che non è malaccio per l’Italia, ma l’obiettivo deve essere portarlo al 40%. Il trattamento dei rifiuti biodegradabili è accettabile, non ancora ottimo. I consumi di acqua, per quanto nella media italiana, sono alti. Anche nel nord Italia, dove siamo abituati a dare per scontata l’acqua potabile, il cambiamento climatico ha reso l’acqua di qualità una risorsa limitata. Soprattutto, le perdite di rete (oggi pari al 32%) vanno dimezzate entro il 2030.

Stando a Edo Ronchi, le linee di mandato dell’Amministrazione Pizzarotti sono già in linea con il progetto di candidatura. Si tratta di una buona notizia, ma anche di un potenziale campanello d’allarme. Perché è vero, come dice il Sindaco, che le politiche serie “travalicano i mandati elettorali”. Ma è anche vero che le linee di mandato contano poco, se poi nel mandato si fa altro.

Per dire, il video di Giampaolo Bigoli, che si chiude con una frase di sicuro impatto (“it’s late, but not yet too late”, ovvero “è tardi, ma non è ancora troppo tardi”), è ben fatto e presenta sicuramente in modo adeguato la candidatura. Ma si tratta di poche centinaia di secondi, che flirtano con l’immagine della Parma migliore, quella dei cittadini che si spostano in bici (che sono pur sempre la minoranza, ce lo aveva appena detto Edo Ronchi), del torrente verde che attraversa il centro. Parma però è anche quella dei cestini del Parco Nord ricolmi, dei resti delle grigliate buttati nei cestini lungo la strada, dei rifiuti domestici non smaltiti adeguatamente. Parma è anche quella delle lenzuolate “vogliamo San Leo pulito”. Parma è quella del “io la raccolta differenziata non la faccio, tanto buttano tutto assieme” (è un ritornello che potete ascoltare in tutti i bar, in qualsiasi punto della città).

Maria Paola Chiesi ha detto durante la presentazione che
questa candidatura punta anche a un “risveglio delle coscienze”. E spero proprio sia così. Senza il suppporto convinto dei parmigiani, la candidatura finirà in quello che il Sindaco Pizzarotti ha detto di non volere: “una medaglietta da appuntarsi sul petto”.

Pizzarotti, lo aveva detto in questa intervista al sito di Repubblica, vuole invece vincere.

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