Riflettendo: nei primi giorni a Taiwan non me n’è andata una giusta

BASEBALL, La guida gastronomica Baldhead, Mondiale Under 12 2017

Devo dire la verità: i primi giorni a Taiwan, non ne ho combinata una giusta. O forse è più corretto dire che non me n’è andata una giusta.
Arrivato in hotel mercoledì 27 luglio, non risultava la mia prenotazione. Così (bello fresco, dopo un volo aereo di 12 ore da Hong Kong (in copertina, una delle prime immagini che ho visto), il cambio per Kaohsiung, un’altra ora di volo e quasi un’ora d’auto), mi sono accomodato ad aspettare.
Alla cena di gala, non avevo un tavolo prenotato. Questo è stato anche utile, perché ho preso la scusa al volo per andare in camera a dormire. Mi hanno poi chiamato (sia detto per la cronaca) per dire che il posto in realtà c’era. Ma ormai, avevo rinunciato.
Venerdì 28 luglio mi sono presentato allo stadio senza accredito (lo avevo regolarmente, ed è già una bella conquista sociale, ma altrettanto regolarmente me lo sono scordato in camera).
Sabato 29 ho preso il taxi per andare a Shan Hwa (40 minuti di strada, costo 500 dollari taiwanesi, un po’ meno di 15 euro; qui non avevo mai pagato più di 200). E’ stato un viaggio all’insegna del panico, visto che il taxi si infilava attraverso strade strettissime e non si arrivava mai. Però alla fine mi ha portato nel posto giusto.
Il problema è arrivato quando ho scoperto che il cavo del mio computer (con grande orgoglio, mi sono presentato con un cavo americano, che non ha bisogno di riduttori) ha un a terra che nelle vetuste prese dello stadio non è previsto. Così ho dovuto pietire uno spazio della ciabatta dell’addetto stampa della nazionale americana.
Forse il meglio l’ho dato domenica 30. Sono uscito senza accredito (ancora?!) ma me ne sono ricordato subito. Ho detto al taxista di aspettarmi, sono corso in camera a prendere l’accredito e sono tornato allo stadio. Dove ho scoperto di non avere il cavo per collegare il computer alla corrente. Con pazienza, sono tornato in taxi in albergo (fermandone uno al volo per strada; ho con me sempre il bigliettino scritto in cinese dalla reception, per queste emergenze), ho preso i cavi e sono ritornato allo stadio.

Gli addetti ai campi han dovuto fare miracoli, per ripristinare la praticabilità

Non fosse per il monsone in questo Mondiale Under 12 sarebbe andato tutto bene.
Il monsone si è portato con sè prima il tifone Nesat e poi la tempesta Haitang. Il privilegio che abbiamo vissuto è questo: era dal 1958 che non accadeva che 2 fenomeni come un tifone e una tempesta tropicale arrivassero su Taiwan nel giro di 24 ore.
Nesat ha avuto l’occhio del ciclone a nord est, con venti a 137 chilometri orari e raffiche addirittura a 173. Ci sono state più di 10.000 persone sfollate e oltre 100 feriti, per fortuna quasi tutti lievi.
Haitang in sè era un fenomeno meno rilevante (venti a 60 chilometri all’ora), ma ha toccato Tainan molto più da vicino e si può dire che sia la (visto che è una tempesta) principale responsabile di tutte le partite cancellate e dell’assurda giornata di giovedì 3 agosto, nel corso della quale ho battuto ogni mio precedente record, guardando qualcosa come 4 partite, una dietro l’altra. Mi consolo all’idea che almeno non ero io a dover fare le telecronache.

I noodles alla mia tavola

Se 2 tempeste in 24 ore sono l’anomalia, non si può dire che il fatto che in luglio e in agosto piova sia da considerarsi una sorpresa. Proprio a Tainan vennero infatti inventati dalla dinastia cinese Qing a fine 1800 i noodles. Impastare questa sorta di tagliatelle era un modo per garantire cibo alla popolazione anche quando i pescatori non potevano uscire a causa delle tempeste tropicali.
Tainan è la patria dei Dan Tsu noodles, che sono anche il piatto forte del buffet dell’albergo Tayih Landis, dove siamo alloggiati a Tainan. E che ha la discutibile abitudine di servire le stesse cose a pranzo, colazione e cena. A parte il cosiddetto late dinner per i ritardatari (ovvero quelli che arrivano dopo le 21). In quel caso, tirano fuori un menu molto ristretto e vi fanno scegliere tra 3 o 4 piatti principali.
Tornando al buffet e ai noodles, c’è un omino che li prepara al momento. Ha una specie di scolapasta immerso nell’acqua bollente. Voi scegliete il tipo di noodles (ci sono di grano, un po’ più consistenti, o di riso, che sono veri e propri vermicelli), lui ve li scotta e poi ci aggiunge verdure da me non riconoscibili (foglie di bambù?), il brodo (vegetale, direi) e il resto è a vostra scelta. I Dan Tsu (o, all’occidentale, Danzai…) prevedono l’aggiunta di macinato di maiale. Qualcuno (a me hanno insegnato così a Taichung, anni fa) aggiunge anche salsa di peperoni chili piccanti. Il brodo caldo e i chili sono una…ottima terapia se avete il naso chiuso. Ma a parte questo, il piatto in sè è molto gradevole. Diciamo che è la cosa che preferisco della cucina di qui e ho iniziato a farmeli fare anche a colazione. Anche perché il cuoco non è tanto capace di cucinare le uova strapazzate e me le serve mezze crude. Hanno una consistenza che mi fa un po’ impressione.

L’obiettivo sulinario dell’agosto 2017 è l’anatra alla pechinese

L’albergo pubblicizza anche un menu base per l’anatra arrostita alla pechinese. Ma, nonostante 2 tentativi, non sono ancora riuscito a mangiarla. Non ho ovviamente intenzione di desistere.
Dopo la scoperta fatta al Premier12 2015, ho inoltre ripetuto l’esperienza del barbecue coreano (gogi-gui, in lingua originale), che è veramente da consigliare. Il ristorante coreano più noto che c’è qui è Dong Da Men, direttamente di fronte allo storico Municipio di Tainan e a circa un chilometro e mezzo dal nostro hotel.
Il barbecue coreano è l’unica esperienza della cucina orientale che vi consente di alzarvi sazi dalla tavola.

4-CONTINUA

 

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Riflettendo: nei primi giorni a Taiwan non me n’è andata una giusta ultima modifica: 2017-08-04T11:36:26+00:00 da Riccardo Schiroli