Quando il leone uccide

le mie bestie

Il leone è il mio animale mito. L’ho già scritto su questo sito. Così sono rimasto particolarmente colpito dal fatto che martedì 27 febbraio una leonessa abbia ucciso una donna di 22 anni (di cui ancora non si sa il nome) nella riserva Dinokeng nei pressi della città di Hammanskraal, poco lontano da Pretoria, in Sudafrica.

Quando si intraprende un Safari, si firma una liberatoria nella quale si conferma di essere consapevoli che si sta per svolgere un’attività pericolosa. I leoni sono ai vertici della catena alimentare e non hanno paura di nulla. Arrivano vicinissimi alle auto. Ma finché si rimane sul veicolo, la situazione è relativamente tranquilla. Scendendo dal veicolo, ci si mette in un potenziale (e più o meno grande, a seconda dei casi) pericolo. Questi grossi felini si muovono con una velocità sorprendente e nessun essere umano ha la benché minima possibilità di sopravvivere all’attacco di un leone in frenesia alimentare.

La donna morta a Dinokeng non era consapevole del pericolo. Stava accompagnando un amico a un colloquio di lavoro e le è sembrato normale scenedere dall’auto per fare qualche foto. E’ stato in quel momento che una leonessa l’ha aggredita e ferita a morte. Nè la donna (che non era ospite della riserva e quindi non era accompagnata da un ranger) nè la leonessa dovevano essere lì. La leonessa era sotto la tutela di Kevin Richardson, l’uomo che tutti gli appassionati di grandi felini conoscono come The Lion Whisperer, l’uomo che sussurra ai leoni.

Il Wildlife Sanctuary di Kevin Richardson confina con la riserva. Il suo scopo è aiutare la conservazione (attraverso istruzione di chi lo visita, aumento della consapevolezza e naturalmente raccolta fondi) di alcune specie, in particolare dei leoni. Oggi non ci sono più di 20.000 leoni in Africa. Solo nel 2000, se ne contavano più di 300.000. Se la popolazione continuerà a declinare a questi ritmi, entro 20 anni potremmo non avere più leoni in libertà.

Il lavoro di Kevin Richardson è rivoluzionario. La sua relazione con i leoni è basata su “amore, comprensione e un rapporto personale”. Lo riassume nel libro Part of the Pride.
Se diversi naturalisti lo guardano con sospetto, molte celebrità apprezzano e pubblicizzano quello che fa. A dicembre è stata ospite della sua struttura la Super Top Model inglese Cara Delevingne. Un suo post su Instagram ha ricevuto oltre 3.5 milioni di like.

Il post su Instagram di Cara Delevingne

Chi visita il Sanctuary di Richardson ha la possibilità di interagire con i leoni. Quelli del Whisperer sono, insomma, animali in semi libertà. L’uomo che sussurra ai leoni vuole dimostrare che esiste un modo alternativo di interagire con questi felini rispetto a quello offerto da chi si fa pagare per consentirci di accarezzare un leoncino. Questi animali, che non saranno mai capaci di vivere in natura, sono destinati a essere utilizzati nella pratica del canned hunting. Ovvero: un animale viene confinato in una zona e il cacciatore lo può abbattere, senza che all’animale sia effettivamente offerta una opportunità di salvezza.

Richardson è giunto a questa soluzione dopo aver lavorato in un parco a Broedestorm nei pressi di Johannesburg, dove è nato nel 1974. La sua attività non è senza pericoli, visto che è stato più volte ferito: “Sono consapevole dei rischi che corro. Prima di iniziare a fare questo lavoro ho pesato i pro e i contro. E i pro superano i contro”.

I leoni di Richardson escono assieme a lui per passeggiate. La leonessa responsabile dell’attacco fatale è però sfuggita al controllo degli uomini. Lo ha raccontato lo stesso Richardson attraverso il suo profilo Facebook: “Con un collega esperto, ho portato 3 leoni nella riserva. Avevo avvertito. La leonessa inseguiva un impala. Ha corso per oltre 2 chilometri e si è imbattuta nella donna, che era fuori dall’auto per fare alcune foto. Non era ospite del lodge, ma aveva accompagnato un amico a un colloquio di lavoro…sono devastato dal dolore”.

Un leone, anche se nato e cresciuto in cattività, mantiene la sua natura di predatore. Inoltre è un felino, quindi un animale che non ha un comportamento prevedibile. Trovarsi a tu per tu con un leone è molto pericoloso in ogni caso e la pratica delle camminate nella Savana (che molti lodge turistici offrono) deve essere effettuata solo con la protezione di Ranger esperti e senza mai allontanarsi troppo da un veicolo.
Mi sono trovato spesso nei pressi dei leoni e non posso che essere d’accordo con Luke Dollar di National Geographic quando dice, con molta chiarezza, che dobbiamo essere “ben consapevoli della nostra posizione nella catena alimentare” se siamo nel territorio dei leoni. “Se possibile, non scendiamo mai dal veicolo”

Non possiamo prendercela con un leone perché…si comporta da leone. Richardson stesso si oppose nel 2015 all’abbattimento di un leone che aveva ferito a morte una turista americana. In quel caso la donna aveva inavvertitamente lasciato aperto il finestrino dell’auto.

Share Button
Quando il leone uccide ultima modifica: 2018-03-03T18:11:42+00:00 da Riccardo Schiroli