Alex Cora guiderà i Red Sox nello Spring Training dal 18 febbraio

I Red Sox ricominciano da Cora

BASEBALL

Lunedì 18 febbraio inizia a tutti gli effetti lo Spring Training per i Boston Red Sox. Per la verità, lanciatori e ricevitori sono già a Fort Myers da mercoledì 13, ma ci sono anche giocatori al lavoro dai primi giorni del mese.
Il giovane manager Alex Cora detta l’agenda,

Che tipo di off season avesse in mente il Presidente delle Baseball Operations Dave Dombrowski è stato chiaro fin da novembre. Dopo che Kimbrel ha rifiutato la qualifying offer di un anno (17.9 milioni), Dombrowski ha adeguato e prolugnato (fino al 2021, con opzione per il 2022) il contratto del manager Alex Cora. Ha poi raggiunto un accordo (4 anni, 68 milioni) con Nathan Eovaldi, ha rinnovato per un anno il contratto dell’MVP delle World Series Steve Pearce, ha lasciato andare Kinsler perché punta sul rientro di Dustin Pedroia e ha iniziato a mettere sotto contratto rilievi che sono scommesse. Come Colten Brewer (classe 1992), prelevato dai Padres (solo 11 presenze nel 2018, ma i Red Sox lo avrebbero voluto già lo scorso anno) e Tyler Thornburg.

StraCora dunque è il punto fermo. E non ci saranno accordi pluriennali gravosi per arrivare a un rilievo. Dombrowski lo ha detto in tutte le salse. E mantenuto, visto che tutti i rilievi migliori sul mercato si accasano altrove. A cominciare da Kelly (25 milioni per 3 anni ai Dodgers), che pure aveva detto di non vedersi con una divisa diversa da quella dei Red Sox addosso.
Piuttosto, c’è da chiedersi come mai i Red Sox non abbiano investito la stessa cifra che Kimbrel ha rifiutato (17.9 milioni, come detto) per prendere un paio di rilievi per un anno. Ma è anche vero che abbiamo passato l’estate a dire che i Red Sox dovevano fare un upgrade con i rilievi e che non l’hanno fatto e che poi hanno vinto.

Guardando la rosa a oggi, ci sono 7 rilievi invitati allo Spring Training dai quali i Red Sox sperano di veder emergere il Ryan Brasier del 2019: Zach Putnam, Erasmo Ramirez, Mike Shawaryn, Carson Smith, Josh Smith, Domingo Tapia e Ryan Weber.
Da parte sua, Brasier sembra destinato a contendere il ruolo di closer a Matt Barnes e a Tyler Thornburg. E un’altra bella serie di scommesse c’è sul roster dei 40: dal già citato Brewer a Travis Lakins. Per non parlare di Bobby Poyner, Denyi Reyes, Chandler Shepherd, Josh Taylor, Marcus Walden e in fondo lo stesso Steven Wright. Brandon Workman e Heath Hembree dovrebbero invece essere le certezze e confermarsi nel ruolo di middle men, lontani quindi da ottavo e nono inning. E chissà che non venga convertito in rilievo Darwinzon Hernandez, una delle poche promesse tra i lanciatori del Farm System.

Per il resto, i Red Sox sono uno squadrone. Con Pedroia come unico dubbio da risolvere. Dombrowski dice che non si aspetta di vederlo giocare più di 120 partite. Ma che non prevede di prendere altri seconda base. Holt, Tzu Wei Lin, Nunez e il redivivo Marco Hernandez danno a Cora un’ampio ventaglio di scelta.

La prima amichevole dei Red Sox è prevista per sabato 23 febbraio. Niente meno che contro gli Yankees. Che al momento sono da considerare la favorita numero uno dell’American League Est e oltretutto sembrano ancora in corsa per avere Bryce Harper. Che non si sa bene dove metterebbero, ma che è pur sempre uno dei migliori battitori in assoluto.
Per quella data i Red Sox potrebbero aver ceduto uno tra Sandy Leon e Blake Swihart. L’altro sarà il secondo di Christian Vazquez.

Pensando al futuro, a fine campionato Bogaerts, Sale, Moreland e Porcello saranno free agent. Saranno liberi anche Nunez e Pearce. JD Martinez invece potrà far scattare la clausola “opt out” che ha nel contratto. Betts e Bradley saranno liberi dopo la stagione 2020.

Pur avendo prudentemente detto che difficilmente riuscirà a trattenere tutti, Dombrowski, a sua volta in scadenza di contratto,ha come priorità quella di lavorare sui rinnovi di Bogaerts e Sale.

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