Se i Red Sox ti tolgono il sonno a Barranquilla

Mondiale Under 23 2018

Questo articolo vale sia come aggiornamento sui Red Sox che come aggiornamento su quel che succede fuori dal campo al Mondiale Under 23 di baseball, che si sta giocando a Barranquilla in Colombia.

Devo premettere che qui a Barranquilla per ora sono stato solo allo stadio e al mio albergo. Con l’eccezione di una sera a cena in un ristorante Spagnolo chiamato Miura.
Letto il nome, un collega giapponese ha commentato così: “Ma Miura è un tipico cognome giapponese”. Sì, ma è anche un toro enorme e molto aggressivo, allevato prevalentemente in Navarra (vedi la Fiesta di San Firmino) e che combatte nelle corride.

Ho visto 3 partite al giorno per 7 giorni (totale 21), 2 un altro giorno e una nel giorno di pioggia. Ne vedò altre 2 domenica. Quindi arriviamo a 26. E cosa faccio, nei rarissimi momenti di libertà? Ovvio: guardo partite di baseball. E poi scrivo di partite di baseball. Come adesso.

Ieri sera (richieste della TV Nazionale del Messico) la terza partita del giorno è iniziata alle 18.40 locali. Quindi abbiamo finito relativamente presto. Non abbastanza per trovare la cena calda in albergo, ma questo è un altro discorso. Abbiamo però finito abbastanza presto per arrivare in camera all’ottavo inning di gara 3 delle World Series. In tempo per vedere Ian Kinsler farsi eliminare a casa mentre tentava di segnare su una volata di Nunez. In tempo per vedere lo stesso Nunez farsi male diverse volte. In tempo per dire “ma come si fa a togliere JD” (già, ha male alla caviglia, mettiamo uno che corre meglio: Kinsler). In tempo per commuovermi per come lancia Eovaldi. In tempo per gridare “nooooooooo” quando Ian Kinsler, e i suoi 200 guanti d’oro, è inciampato dopo aver preso la radente di Puig su cui si sarebbe chiusa la partita. Se, dopo aver inciampato, avesse capito che aveva ancora tempo e che in prima ad aspettare il suo tiro non c’era un prima base (bensì Vazquez, un catcher). In tempo per tirare un sospiro di sollievo su un lunghissimo foul ball di Muncy. In tempo per rendermi conto che se a Los Angeles era mezzanotte, qui erano le 2. E la mia sveglia rimaneva alle 7.45. In tempo per dare un pugno al muro quando Muncy (classe 1990, di Watauga, Texas) poi l’ha buttata fuori. Solo, a sinistra. E non a destra, dov’era andato il foul ball.

Siamo tifosi dei Red Sox. Quindi, se eravamo tronfi sul 2-0, ci siamo subito fatti prendere dal panico sul 2-1. E mi tolgo il dente: ci ho pensato anch’io a chi c’era in prima l’ultima volta che abbiamo perso negli extra inning alle World Series

Sia chiaro: sono preoccupato anch’io. Se Kinsler avesse ottenuto quel terzo out, avremmo vinto facile questa sera e portato a casa l’anello. Ora l’inerzia potrebbe essere ribaltata. Ma in ogni caso, se anche andasse malissimo, torneremmo a Boston per giocarci tutto a Fenway. Con il 1986 non ci sono paralleli.

Certo, in gara 4 questa sera lancia da partente Eduardo Rodriguez. Kelly, Barnes, Brasier e Hembree dietro di lui dovrebbero essere disponibili. Kimbrel non so. Poi c’è sempre Pomeranz. Che secondo molti doveva essere il partente, ma Alex Cora evidemtemente non si è fidato.

Per Los Angeles ancora non si sa chi lancerà. Ma penso proprio che sarà Rich Hill. A meno che non vogliano anticipare il turno di Kershaw. Che ieri i Dodgers hanno usato, ma come pinch hitter.

 

 

Share Button
Se i Red Sox ti tolgono il sonno a Barranquilla ultima modifica: 2018-10-27T22:05:04+00:00 da Riccardo Schiroli