geroglifico tempio karkan luzor

Alla scoperta delle meraviglie di Luxor

Egitto

Approfittando dell’occasione datami dall’ultimo viaggio, apro una categoria del sito dedicata all’Egitto e che va sotto la categoria madre VIAGGI. Presto o tardi, scriverò anche articoli su viaggi del passato. Per ora mi limiterò alla cronaca di questo viaggio pre natalizio. Inizio con la scoperta delle meraviglie di Luxor.
Mi metto a scrivere dopo che un attentato ha provocato 4 morti (e decine di feriti) al Cairo, con conseguente contro azione dell’esercito egiziano, che ha ucciso una quarantina di sospetti terroristi. Questo per dire che so quel che è successo, ma non ambisco a fare un reportage di guerra dall’Egitto. E nemmeno sarei in grado di farlo.
Non ho ovviamente potuto fare a meno di notare i check point militari che si trovano all’ingresso di ogni città

Alle porte di Luxor, e con il sole già alto, è salito sul pullman il cosiddetto Egittologo, ovvero una guida specializzata sulla storia dell’antico Egitto. Sveglio dalle 4, ho inizialmente trovato il suo tono di voce monotono e capace di conciliarmi il sonno. Ma poi Abdul ha nominato Amon Ra. E mi ha svegliato.

Nel film Stargate di Roland Emmerich (1994) c’è una scena in cui l’esperto di geroglifici egizi Daniel Jackson (interpretato da James Spader) decifra una serie di iscrizioni da un grande anello ritrovato decenni prima nella piana di Giza da un ricercatore americano di nome Robert Langford. Il progetto di ricerca sul reperto è in mano ai militari e, in particolare, nella scena è presente il Colonnello Jack O’Neill (Kurt Russell).

La spiegazione di Jackson/Spader è chiarissima: un alieno potentissimo è atterrato nel deserto africano nell’8.000 Avanti Cristo e ha preso possesso del corpo di un giovane, arrivando a farsi credere il Dio del Sole.
La scena è davvero accattivante, grazie al montaggio che alterna la spiegazione dello studioso ai geroglifici.

Anche chi ha studiato l’antico Egitto solo per quelle poche settimane a scuola non può fare a meno di notare che i simboli che illuminano Daniel Jackson non sono geroglifici egizi, ma loro semplificazioni. Oltretutto calcate molto meglio, quindi più facilmente visibili, rispetto ai geroglifici che si possono ammirare visitando un sito archeologico nell’odierno Egitto. Daniel Jackson è un personaggio di fantasia, così come Robert Langford. Nella piana di Giza non è stato ritrovato nessuno Stargate e Amon Ra non è un Goa’uld, ovvero un leader di una razza aliena evolutasi sul pianeta P3X-888. Razza inquietante, per altro: parassiti che si devono appropriare di un corpo ospite. Il simbionte, una specie di serpente (stando a Wikipedia), si “innesta dietro al collo e si attacca alle vertebre cervicali” del corpo ospite, quindi “estende dei filamenti all’interno del sistema nervoso dell’ospite, in particolare all’interno del suo cervello”.

I Goa’uld hanno scoperto la tecnologia per viaggiare nello spazio (gli Stargate, appunto) nel 22.000 AC. Dopo una guerra con Anubis, iniziata nel 17.800 AC e durata un secolo, Amon Ra è divenuto Signore incontrastato. Il suo arrivo sulla terra nell’8.000 fa dire a qualcuno (facilmente, qualche Sottosegretario dell’attuale Governo) che le piramidi di Giza sono state costruite 10.000 anni fa. La piramide di Cheope, una delle meraviglie del mondo, dovrebbe in verità risalire al 2.800 AC, quindi un po’ meno di 5.000 anni fa. E dubito che sia stata costruita dagli alieni.
Non ridete, perché io ho visto un paio di persone di istruzione media prendersi a male parole, sull’argomento.

Ormai pimpante, continuavo a ripetere “Amon Ra” a mia moglie. Che però non mi degnava di particolare attenzione. Il serioso Abdul non ha colto riferimenti a Stargate. Il nostro accompagnatore Zacharias era troppo impegnato a fare la corte a una adolescente in gita con i genitori e, di conseguenza, imbronciata. E mi sono convinto di non avere più l’età, per far finta di credere agli alieni.

Il tempio dedicato ad Amon Ra si trova a Karnak, che è un paesucolo a un paio di chilometri da Luxor. Sembrerebbe che l’attuale Karnak fosse il centro dell’antica Tebe, la Capitale dell’Impero d’Egitto sotto i Faraoni della XVIII dinastia, dal 1.600 al 1.200 AC. Di questa fanno parte Amenofi Secondo, Amenofi Terzo e Tutankhamon. I primi 2 sono stati sovrani leggendari, l’ultimo ha regnato quando era bambino ed è morto giovanissimo. Ma ai nostri occhi ha il grande merito di aver lasciato una tomba quasi intatta e aver quindi aiutato la ricerca in modo impagabile.

tempio di karkak a luxor

Amon Ra, il Dio del Sole, era il protettore della regalità. Il tempio a lui dedicato fu costruito nel corso di un tempo lunghissimo: tra i 10 e i 20 secoli. Ogni Faraone aggiungeva qualcosa di suo al tempio.  Amon Ra era dopo tutto il Dio che avrebbe accolto il Sovrano dopo il viaggio verso il sole che seguiva la morte terrena.

Nonostante i vari invasori, tra i quali i Romani, lo abbiano depredato a più riprese e nonostante le rovine siano state nascoste per quasi 2.000 anni (l’antica Tebe venne scoperta dal gesuita francese Claude Sicard nel 1700), dopo un terribile terremoto avvenuto nel 27 AC, al visitatore il tempo di Karnak, al quale si accede tramite lo spettacolare Viale delle Sfingi, si presenta ancora oggi assolutamente maestoso. Fanno particolarmente impressione i colonnati e gli obelischi. Resta senza risposta l’ovvia domanda su “come accidenti hanno potuto fare tutto questo più di 3.000 anni fa”.

Appare meno imponente, ma non è meno importante, il tempo di Luxor. Anch’esso dedicato ad Amon Ra, lascia ricordi fondamentali del regno di Ramsete Secondo ed Amenofi Terzo. Ospitava la Festa annuale di Opet, dedicata sempre ad Amon.
Una parte del tempio, aggiunta in epoca ellenica, è dedicata ad Alessandro Magno.
Sul tempio di Luxor hanno messo le mani i Romani della Cristianità, con la conseguenza che le decorazioni della Chiesa hanno finito con il cancellare decorazioni di epoca egizia.
Sopra il tempio era stata eretta nel 1400 la Moschea di Abū al-Hajjāj, che ancora oggi è luogo di culto.

Dopo il pranzo, abbiamo attraversato il Nilo e, dopo una rapida visita ai Colossi di Memnone (complesso funerario di Amenofi Terzo), ci siamo portati alla Valle dei Re, dove ci è stata data la possilità di visitare 3 tombe: della Regina Tia’a, moglie di Amenofi Secondo, Ramsete Nono (XX Dinastia) e Ramsete Secondo. La tomba di Tutaknkhamon richiederebbe un biglietto ulteriore, quindi l’abbiamo saltata. Anche perché il contenuto si trova al Museo del Cairo.
Il sito è enorme e meriterebbe giorni interi di visita. Noi ci siamo accontentato di una visita rapida il giusto, che mi porta a definire (leggo dal mio diario di viaggio) “incantevoli e inquietanti” i geroglifici del Libro della Morte, che simboleggia il viaggio nell’aldilà dei Faraoni, accompagnati verso il sole da Anubi.
Abdul ci ha tenuto a sottolineare che queste tombe non hanno la forma di piramide perché i Faraoni dalla XVIII Dinastia avevano deciso di renderle meno identificabili dai predoni.

Valle dei Re a Luxor

Circa 3 anni dopo l’uscita del film Stargate, Roland Emmerich ha ceduto tutti i diritti alla Metro Goldwin Meyer, che ha creato una fortunatissima serie di telefilm, andata in onda fino al 2007 e che ha avuto un paio di spin off. Il ruolo di Daniel Jackson è andato a Michael Shanks, quello di Jack O’Neill a Richard Dean Anderson.
Proprio O’Neill/Anderson si incaricherà di far fuori Amon Ra nell’ottava stagione.

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