Lasciatemi fare un po’ di scouting al Mondiale Under 12 di baseball

BASEBALL, Mondiale Under 12 2017

All’inizio era Adan Sanchez, il dodicenne panamense alto 1.80 che aveva letteralmente dominato la Corea, tenendola a zero con veloci da 80 miglia e battendola con un fuoricampo (nella foto di copertina lo swing) Poi da Adan hanno preteso troppo proprio i tecnici di Panama e quando è salito sul monte contro gli Stati Uniti, lo hanno letteralmente arrotato. In battuta Adan se l’è comunque cavata, con una media che rimane vicina a .700.
Con l’avanzare del torneo, il mio preferito è diventato Juan Pablo Tirado del Messico, un esterno centro che potrebbe giocare da solo là fuori, tanto terreno copre, e che in battuta (è mancino) è a 17 su 22, con 5 fuoricampo e 15 punti battuti a casa.
Insomma: non so resistere a fare un po’ di scouting.

So che ho detto che a questa età (parliamo di ragazzini nati nel 2005) i più grandi e più veloci tendono a far la differenza. Ma Tirado non è un bimbone cresciuto tipo Adan o il catcher di Taiwan Pain Chen An, che ha una forza micidiale ma non sa bene come si corre. Tirado è semplicemente un bell’atleta, già formato e molto più coordinato rispetto al dodicenne medio. E la differenza delle misure del campo (la distanza tra le basi è 4.5 metri in meno) non è così rilevante da farmi dire che il passaggio a un campo da baseball regolare ne diminuirà il valore.

Il messicano Juan Pablo Tirado si prende i complimenti di un coach dopo il fuoricampo battuto contro il Giappone

Per quel che riguarda il lanciatori, è diverso. Il monte di lancio nel baseball è a 18 metri da casa base e qui siamo a 15.5. Oltretutto, i migliori lanciatori che si vedono qui fanno ampio ricorso ai lanci ad effetto. Non è per niente certo che continueranno a essere lanciatori per tutta la loro carriera.
A parte Sanchez, mi aveva fatto una grossa impressione il coreano Kim Jongwoo. Ma nella prima partita del super round, il Messico lo ha preso a mazzate. Anche lui è stato utilizzato ai limiti delle regole del torneo. Comunque è molto bello da vedere: longilineo, fluido nel movimento, padrone di un cambio di velocità degno di categorie superiori. Fanno grossa impressione anche i taiwanesi Han Shuo Heng e Sun Yi Lei. Che per la verità, fa impressione per tutto: è un corridore formidabile, capace di trasformare immancabilmente un singolo in un doppio e un doppio in un triplo. E, come se non bastasse, è secondo (con 4) nella classifica dei fuoricampo dietro Tirado. Lo statunitense Atomanczyk ha una palla veloce abbastanza impressionante e, in generale, una certa forza: Anche lui ha battuto già 4 homer.

Il Giappone fin qui ha espresso forse meno individualità di Taiwan e Stati Uniti, che infatti erano per me le grandi favorite per la finale fino a ieri sera. Ma l’impressionante rimonta (da 0-4) che il Giappone ha fatto contro la squadra di casa, davanti a 2.000 persone e un tifo rumoroso, e il modo in cui ha polverizzato una buona squadra come il Nicaragua, mi devono per forza far meditare. Visto anche il vantaggio nello scontro diretto, il Giappone è ora la favorita a giocarsela in finale con gli Stati Uniti. Il Team USA è al momento l’unica squadra imbattuta del Mondiale Under 12.

Vedere in campo Stati Uniti, Giappone e Taiwan è comunque un piacere. Questi ragazzi, specie in battuta, hanno una disciplina che è rara da osservare anche nelle categorie assolute. Ma a parte questo, la cosa veramente impressionante è comunque l’atteggiamento professionale che questi bambini propongono, da quando arrivano al campo a quando lo lasciano. E badate bene: restano bambini. Perché (esempio) quando l’addetto della WBSC (World Baseball Softball Confederation) si avvicina per il selfie per Twitter con i vincitori (una tradizione dei tornei WBSC), il loro 12 anni emergono prepotenti.
Nelle squadre latino americane noto invece una cosa che evidentemente è genetica: hanno sempre qualcosa da ridire sulle chiamate arbitrali.

Un’ultima nota: tra le prime 6 del Mondiale Under 12 ci sono 5 delle prime 6 squadre del ranking. L’unica che manca è Cuba, il cui posto (diciamo così) è preso da Nicaragua (numero 15). Se quel che intendo non è chiaro, ve lo dico esplicitamente: i grandi lo sono dalle categorie di base.

3-CONTINUA

 

Share Button

2 thoughts on “Lasciatemi fare un po’ di scouting al Mondiale Under 12 di baseball

  1. whow! alla grande! tornato a parlar di baseball ma non di quello nazionale che vale poco, bensì di quello mondiale: complimenti per il salto di qualità e il suo incarico!!!!!
    Mi son letto i suoi articoli sulle gare U12 scritti in inglese
    Have a nice work!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *