La storia assurda della femmina di orango sfruttata come prostituta

le mie bestie

Questa è una storia incredibile. Non è recentissima, ma ne sono venuto a conoscenza leggendo (su Repubblica di lunedì 6 novembre) la traduzione di un articolo pubblicato sul New York Times. La storia è quella di una femmina di orango e di chi la teneva in cattività per sfruttarla come prostituta. Si capisce bene chi dei 2 era la bestia.

Il Kalimantan Centrale è una delle regioni della parte indonesiana del Borneo, la grande isola (la terza al mondo per superficie) divisa tra la Malesia e il Brunei nella parte settentrionale e l’Indonesia nella parte meridionale. Questa storia arriva dal villaggio di Kareng Pangi ed è datata 2003. Si tratta della storia di un orango che era tenuto illegalmente in cattività ed è stato liberato.

Fin qui, non sembra una gran storia. Purtroppo le cronache sono piene di scimmie tenute in schiavitù e liberate. Per saperne di più, basta frequentare lo zoo di Roma e approfondire la vicenda dello scimpanzè Bingo.
Nella vicenda di Kareng Pangi, ovviamente, c’è ben di più. Per prendere in custodia l’orango Pony sono intervenuti 35 poliziotti armati di fucili AK47, micidiali armi d’assalto sovietiche a fuoco selettivo. La polizia è intervenuta su segnalazione dall’Autorità regionale per la Conservazione e della Fondazione BOS (Borneo Orangutang Survival). La donna che deteneva (è il caso di dirlo) Pony si rifiutava di consegnarla. Perché le portava fortuna e perché era una fonte di guadagno. La donna era la tenutaria di un bordello e sfruttava Pony (che all’epoca aveva 6 anni; un orango ne vive anche 50) come prostituta.

Nel riquadro l’orango pony depilata e incatenata

Avete letto bene. Pony era stata depilata e addestrata ad assumere una posizione per offrirsi a qualunque uomo si avvicinasse. Aveva naturalmente perso il suo comportamento naturale e non era in grado di riconoscere il suo habitat. Per anni Karmele Llano Sanchez, la giovane (classe 1978, nella foto di copertina) veterinaria spagnola che stava lavorando come volontaria in centri di riabilitazione in Indonesia e che prese a cuore il caso di Pony, si è prodigata per insegnare all’orango a salire sugli alberi. Un orango non riesce a nutrirsi, se non si arrampica sugli alberi. Soprattutto, non può vivere in natura. Sul terreno, soccomberebbe in poco tempo ai predatori. Karmele ha pazientemente nutrito Pony (il nome glielo ha dato lei, per la cronaca), fino a che è stato possibile mettere l’orango in semi libertà sull’isola Kaja, un luogo (vedi il video sotto) dove le grandi scimmie recuperate dalla cattività vivono la fase di pre liberazione. Era il 29 giugno 2013. Erano stati necessari 10 anni.

Leggo nelle cronache del tempo che Pony è arrivata al centro di recupero martoriata dalle infezioni. Essendo stata rasata, era sottoposto alle punture degli insetti. Sarebbe certamente morta in poco tempo.
Leggo anche che la tenutaria del bordello aveva spiegato ai Giudici con assoluta tranquillità che ai clienti era offerta una scelta: potevano passare tempo con una prostituta umana, ma l’esperimento aveva attirato molta curiosità. Un rapporto sessuale con Pony era più caro di quello con una donna.

Non ho commenti da fare. Mi rifugio nell’articolo che scrissi poco meno di 2 anni fa per raccontare la faticosa (ma entusiasmante) esperienza che mi aveva portato sulle tracce dell’orango di Sumatra.

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La storia assurda della femmina di orango sfruttata come prostituta ultima modifica: 2017-11-06T21:11:14+00:00 da Riccardo Schiroli

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