Umberto Eco: “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli”

La formazione continua dei giornalisti, MULTI MEDIA, SCHIROPENSIERO
Umberto Eco riceve la Laurea "honoris causa" a Torino
Umberto Eco riceve la Laurea “honoris causa” a Torino

Umberto Eco ha ricevuto la Laurea honoris causa in Comunicazione e Cultura dei Media dall’Università di Torino, dove nel 1954 si era laureato in Filosofia (scherza: “la seconda avrei preferito fosse in Fisica Nucleare…”). Durante la cosiddetta lectio magistralis il Professore ha pronunciato queste parole piuttosto dure: “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli“.

Gianluca Nicoletti su La Stampa ha ripreso la questione in questi termini: “Senza nemmeno lontanamente immaginare che qualcuno possa mettere in discussione opinioni altrui su temi in fondo così legati a punti di vista personali, mi verrebbe da dire che finalmente possiamo misurarci con il più realistico tasso d’imbecillità di cui da sempre è intrisa l’umanità. Era sin troppo facile per ogni intellettuale, o fabbricatore di pensiero, misurarsi unicamente con il simposio dei suoi affini. Ora, chi vuole afferrare il senso dei tempi che stiamo vivendo è costretto a navigare in un mare ben più procelloso e infestato da corsari, rispetto ai bei tempi in cui questa massa incivilizzabile poteva solo ambire al rango di lettori, spettatori, ascoltatori. Stare buoni e zitti, leggere giornali scritti da noi, leggere libri scritti da noi, guardare programmi in tv in cui al centro eravamo noi, ascoltare lezioni che facevamo noi”.nicoletti-gianluca-1-300x225

Nicoletti non è una celebrità come Eco (riconosce: “Resto sinceramente e profondamente ammirato da tutto quello che Umberto Eco ha sinora prodotto come pensiero“) ma non è nemmeno il classico ultimo arrivato. E’ stato capo struttura RAI per lo sviluppo del settore multimediale, ha ideato la trasmissione Radiodue 3131, poi è passato a Radio 24 e ha ideato Melog 2.0 e La guardiana del faro (con Barbara Alberti). Nel 2012 ha vinto il premio Cuffie d’Oro Lelio Luttazzi nella categoria One Man One Voice. Diciamo che esprime un punto di vista meno snob (Eco d’altra parte rivendica il “diritto a una antipatia positiva”) e ci dice chiaro: con questa situazione bisogna convivere.
Nicoletti, insomma, non dice che è bello così. Ma solo che “non possiamo negare il diritto all’imbecillità”.

Nella sua lectio magistralis Eco ha anche affermato che nell’era di internet imperversa la “sindrome del complotto” e “proliferano le bufale”.
Non a caso ritiene necessario che le informazioni di internet siano “filtrate” perchè “nessuno oggi è in grado di capire se un sito è attendibile o meno”.
Eco non a caso ritiene che i giornali stampati abbiano un avvenire: “Negli USA chi ha trionfato su internet compra giornali (…) il giornale non scomparirà, almeno negli anni che mi è consentito vivere”.

Nicoletti, nella sua analisi della lectio magistralis del Professore, ribatte così: “Non credo ai comitati di saggi, ai maestri di vita digitale che fanno dai giornali l’analisi critica della rete. Le loro sentenze avrebbero quel profumino di abiti conservati in naftalina che oggi emanano le muffe lezioncine sulla buona televisione, sul servizio pubblico, sulla qualità dei programmi, su questo è buono e questo fa male. Siamo tutti intossicati, per questo oggi l’intellettuale deve fare sua la follia del funambolo. Chi vorrebbe curare gli altri e ancora si proclama sano, è in realtà (digitalmente) già morto“.

Pur avendo letto con attenzione il pensiero di Nicoletti, io sto con Eco. In qualche modo deve essere ribadito che informazione la si fa con i giornalisti. Le notizie vanno raccolte e verificate, oltre che esposte in una forma decorosa, prima di pubblicarle.
Le opinioni sono un altro discorso. Ma sarebbe difficile ottenere grande attenzione su internet semplicemente esternando opinioni dal nulla. L’attenzione si crea accreditandosi come persona informata, in grado di dare notizie. Ecco: le notizie che si danno dovrebbero essere sempre filtrate da un giornalista che le verifica.

In conclusione, sto con Eco anche perchè ha commentato così l’applauso alla chiusura della lectio magistralis: “Non c’è più religione, neanche una standing ovation“.
Idolo!

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