Joseph Ratzinger è vicino al sentire di Papa Francesco

Il valore degli “appunti” di Joseph Ratzinger

RELIGIONE

Ho letto sul Corriere della Sera gli appunti di Joseph Ratzinger sullo scandalo degli abusi sessuali nella Chiesa. Si tratta di una lettura illuminante. Ma che ho paura sia stata capita, più o meno volutamente, male.
Cerco di dare il mio contributo.

Qualcuno ha scritto su Twitter che Joseph Ratzinger attribuisce alla rivoluzione sessuale conseguente al 1968 il motivo per cui ci sono preti pedofili. Poi si sa come succede: la gente si mette a ritwittare e una castroneria diventa la verità.

In verità, Ratzinger non dice questo. Sostiene che il cambiamento dei costumi ha favorito questo. Che è un’opinione dalla quale si può anche dissentire, ma per farlo sarebbe necessario conoscere le parole precise del Papa Emerito. Che sono queste: “…della fisionomia della Rivoluzione del 1968 fa parte anche il fatto che la pedofilia sia stata diagnosticata come permessa e conveniente. Quantomeno per i giovani nella Chiesa…”.

Delle 14 pagine del testo pubblicato dal Corriere, questa affermazione è in effetti quella che mi lascia più perplesso. Anche perché Ratzinger fa poi un accenno, abbastanza confuso, a strane pratiche che sarebbero state in essere nella Chiesa tedesca e che avrebbero minato la formazione di una generazione di Sacerdoti.

Mi ha molto più convinto questa affermazione: “…nello stesso periodo si è verificato un collasso della teologia morale cattolica che ha reso inerme la Chiesa di fronte a quei processi nella società…”.
Anche perché, insiste Ratzinger: “…si affermò ampiamente la tesi per cui la morale dovesse essere definita solo in base agli scopi dell’agire umano. Non poteva esserci nemmeno qualcosa di assolutamente buono né tantomeno qualcosa di sempre malvagio, ma solo valutazioni relative. Non c’era più il bene, ma solo ciò che sul momento e a seconda delle circostanze è relativamente meglio”.

I Cattolici non possono essere sorpresi dall’affermazione, perché questo è anche il pensiero di Papa Francesco. E, in buona sostanza, quello di Papa Giovanni Paolo Secondo.
Ratzinger non sarà mai Santo (qualunque cosa questo significhi) come il suo predecessore o pop come il suo successore. Ma il suo pensiero ha influenzato nettamente entrambi. Non a caso, nelle 14 pagine non mancano i riferimenti ai suoi (di Ratzinger) contributi al Papato di Giovanni Paolo Secondo. E il testo si chiude così: “…vorrei ringraziare Papa Francesco per tutto quello che fa per mostrarci di continuo la luce di Dio che anche oggi non è tramontata. Grazie, Santo Padre!”.

A questo punto, veniamo a quanto di veramente rilevante ci dice Ratzinger (i virgolettati indicano le parole testuali del Papa Emerito): “…solo dove la Fede non determina più l’agire degli uomini” è possibile un “delitto” come la pedofilia dei preti. E il diritto canonico, “se vuole corrispondere al messaggio di Gesù Cristo nella sua interezza”, quando giudica il prete colpevole di pedofilia “non deve essere garantista solo a favore dell’accusato, il cui rispetto è un bene protetto dalla legge. Deve proteggere anche la Fede, che del pari è un bene importante protetto dalla legge”.

Ratzinger sottolinea che “la forza del male nasce dal nostro rifiuto dell’amore a Dio” e che “un mondo senza Dio non può essere altro che un mondo senza senso”.
Non sono parole scontate e tanto meno banali, perché poi il Papa Emerito puntualizza che quella occidentale: “…è una società nella quale Dio nella sfera pubblica è assente e per la quale non ha più nulla da dire…anche noi Cristiani e sacerdoti preferiamo non parlare di Dio, perché è un discorso che non sembra avere utilità pratica…Dio viene visto come affare di partito di un piccolo gruppo…Dio è divenuto fatto privato di una minoranza”.

In effetti, è proprio così. Dio e la Croce, che rappresenta il Figlio di Dio che si è fatto uomo, sono utilizzati oggi come simboli di parte. E la cosa è veramente inaudita.
Lo faccio dire a Ratzinger con le sue parole, che non hanno bisogno di commenti: “…l’Eucaristia è declassata a gesto cerimoniale…” lo dimostra “l’ovvietà con la quale in alcuni luoghi i presenti, semplicemente perché tali, ricevono il Santissimo Sacramento”.

Per Ratzinger non c’è bisogno di rinnovare la Chiesa (“il peccato e il male nella Chiesa ci sono. Ma anche oggi c’è pure la Chiesa Santa che è indistruttibile”). Quello che è necessario è “il rinnovamento della fede nella realtà di Gesù Cristo donata a noi nel Sacramento”.
Non si è insomma Cristiani perché si mostra il Vangelo a un comizio politico. Ma lo si è se il Vangelo lo si legge. E soprattutto, se si condividono i valori di Cristo.
Anche questo lo lascio puntualizzare al Papa Emerito: “Solo l’amore e l’obbedienza a nostro Signore Gesù Cristo possono in­dicarci la via giusta”

Ratzinger non è per niente un anziano intellettuale che vive fuori dal nostro tempo. Quando parla di “teologia morale”, riconosce che c’è “qualcosa di giusto” nel fatto che alla Chiesa spetti la “competenza ultima e definitiva” sulle “questioni di Fede” ma che le “questioni morali” non dovrebbero divenire oggetto di “decisioni infallibili del magistero ecclesiale”.
E mi sembra tanto lucido quanto moderno, quando afferma che “tuttavia c’è un minimum morale che è inscindibilmente connesso con la decisione fondamentale di Fede e che deve essere difeso”.

A quelli che hanno avuto la pazienza di arrivare fino qui, per completare la comprensione del pensiero di Joseph Ratzinger, consiglio di leggere l’Apocalisse di Giovanni. Anche se non siete credenti, vi imbatterete in una lettura coinvolgente. E vi imbatterete nel diavolo. Non cadete nella superficiale tentazione di bollare il diavolo come superstizione o modo per spaventare i bambini. Il diavolo di Giovanni cerca di dimostrare che tutta la giustizia degli uomini è solo una rappresentazione esteriore.

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2 thoughts on “Il valore degli “appunti” di Joseph Ratzinger

  1. Quello che io speravo era invogliare chi mi segue a leggere per intero gli “appunti” di Ratzinger. Ma purtroppo vedo che resta più comodo fermarsi a “ha dato la colpa al ’68 per i preti pedofili…”.

    Grazie, comunque, per il tuo apprezzamento

  2. Ottimo articolo che meriterebbe una riflessione e condivisione in spazi e tempi non certo possibili su fb, ma credo che una prima risposta la si possa trovare nella assurda decisione di qualche anno fa da parte dell’Europarlamento, che rifiutò di affermare nel proprio statuto che la nostra civiltà trae origine dal cristianesimo.

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